“In modo trasversale e multidisciplinare, dall’importanza nell’architettura passando per i documenti storici, le raccolte fotografiche e i beni culturali, l’enumerazione ordinata è un elemento imprescindibile per la promozione della cultura italiana nel mondo e per la sua tutela. Da questo punto di vista, infatti, l’’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione da sempre riveste un ruolo di primo piano per questa finalità. Oggi celebriamo un importante passo avanti nella gestione e nella valorizzazione del nostro patrimonio culturale”. Così il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, in occasione della presentazione del nuovo sistema di catalogazione nazionale CLIO-SCN organizzata dall’Istituto Centrale della catalogazione e della documentazione al Ministero della Cultura.
“Il SIGEC – ha aggiunto – ha rappresentato uno strumento informatico completo, in grado di fornire supporto per tutte le fasi di catalogazione – dalla produzione di dati sul territorio alla verifica e validazione finale, ma era necessario un rinnovamento. Il nuovo sistema del Catalogo Nazionale come rete della conoscenza rappresenta un passo significativo verso una gestione più olistica e dinamica del nostro patrimonio culturale e un momento cruciale nel percorso verso una gestione più moderna e integrata dei beni culturali. CLIO-SCN è il risultato di un profondo ripensamento dei processi e delle metodologie di catalogazione, volto a creare un sistema di relazioni complesse che mette al centro il soggetto e lo inquadra in tutto il suo contesto. In questo senso, è fondamentale continuare a rinnovare il confronto e migliorare l’azione di integrazione con le strutture regionali”.
“Non siamo luddisti digitali. Da sempre sosteniamo che le nuove tecnologie, se adeguatamente regolamentate, rappresentano una risorsa fondamentale anche per il sistema culturale e questo nuovo sistema di catalogazione ne è l’ennesima prova. Da questo punto di vista, il sistema di catalogazione svolge un ruolo essenziale anche nella sicurezza del patrimonio culturale. Le conoscenze sistematicamente organizzate infatti offrono un valido supporto all’azione preventiva ed efficace contro le azioni criminose che colpiscono le testimonianze artistiche e culturali della nostra Nazione. Una più agile individuazione sistematica dei beni culturali, soprattutto di quelli privati, consente infatti non solo una migliore gestione delle azioni di verifica e vigilanza che la Soprintendenza è chiamata ad espletare, ma anche una più efficace condivisione della loro entità e localizzazione con gli altri enti preposti alla salvaguardia degli stessi, quali ad esempio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco o le Forze dell’Ordine. Come sottolineato, la nuova piattaforma garantirà, sotto questo punto di vista, una maggiore interoperabilità”, ha aggiunto.
“Nel complimentarmi ancora una volta con il presidente Carlo Birozzi per questa storica innovazione, voglio ricordare le parole dello storico dell’arte Roberto Longhi, che fu uno dei primi a sottolineare l’importanza della catalogazione per la tutela del bene culturale: ‘è intuitivo – scriveva – che il collegamento tra l’elencazione a fini amministrativi e l’elaborazione scientifico del materiale non debba essere sciolto, anzi rafforzato e approfondito in rapporto alle accresciute esigenze tecniche e culturali, col perfezionare, in perfetta correlazione, da una parte, la formulazione dello schedario, dall’altra, la struttura delle pubblicazioni che in qualche modo ne conseguono’. Il lavoro dell’Istituto Centrale del Catalogo e della Documentazione continua in questo solco”, ha concluso l’esponente FdI. (AGI)
